Politiche di Bilancio

Postato in Il Programma

I tributi locali costituiscono la fonte di finanziamento dei servizi che vengono erogati dal Comune. Attualmente comprendono la tassa o canone per l’occupazione degli spazi e delle aree pubbliche, l’imposta comunale sulla pubblicità e le affissioni, la tassa sui servizi indivisibili (Tasi), l’imposta municipale (IMU) e la tassa sui rifiuti (TARI).  Tutti questi tributi sono istituiti dallo Stato che decide quali sono i soggetti passivi chiamati a versarli, con quali aliquote minime e massime, sulla base di quali presupposti. I Comuni possono solo integrare la disciplina, nei limiti peraltro stabiliti dalla stessa legge di istituzione.
Di fatto, la tanto annunciata autonomia degli Enti locali, che avrebbe dovuto ridisegnare definitivamente l’assetto economico e finanziario dei Comuni, non si è mai realizzata.
L’impegno, serio e meditato, che ci sentiamo di garantire è quello di chiedere ai Cittadini, con la maggiore equità fiscale possibile, il minimo indispensabile alla copertura dei servizi che vengono erogati dal Comune, monitorando, nel contempo, che lo svolgimento delle attività esternalizzate sia tale da equilibrare le esigenze degli utenti con il massimo contenimento dei costi.
Impegni generici a ridurre la tassazione sarebbero formulati a scopo puramente elettorale  a meno di non accettare una drastica riduzione di tutti i servizi finanziati con le entrate tributarie: le scuole, l’illuminazione pubblica, gli impianti sportivi, le manutenzioni del verde, delle strade e degli edifici pubblici, la sicurezza, ecc.
Sicuramente la prossima amministrazione dovrà continuare, ed anzi implementare in modo sistematico, lo screening delle risorse che si renderanno disponibili a livello regionale, statale ed europeo. La tempestiva informazione sulla reperibilità dei finanziamenti è presupposto per l’accaparramento dei fondi, indispensabili per garantire la progettualità in tema di infrastrutture e lavori pubblici.